Politecnico di Torino
Aula Magna, 27 novembre 2009
Keynote Speaker
“Research needs Open Access to work well: internalist and externalist perspectives”
Jean-Claude Guédon
Université de Montreal
Su Biblioteche oggi, mensile di informazione rivolto ai bibliotecari e al mondo delle biblioteche, è stato pubblicato un articolo sulla giornata.
OpenAccessDay@Polito
in “Biblioteche oggi”, n.1, 2010, p. 64-68
Il Sistema Bibliotecario del Politecnico di Torino organizza
OpenAccessDay@polito
capire, confrontarsi, progettare il futuro
Giornata articolata in due momenti – uno di formazione, l’altro di discussione e confronto
Mattino
Corso introduttivo di diritto d’autore per ricercatori (con elementi di Open Access)
organizzato e offerto dal Centro NEXA su Internet e Società
Che cosa è il diritto d’autore? Quali sono i diritti dei ricercatori? Qual è il ruolo degli editori scientifici? Che cosa si può e cosa non si può fare? Che cosa è l’Open Access? Che cosa è un repository? Come funziona una rivista open access? Cosa significa author pay?
Pomeriggio
Convegno su Open Access: stato dell’arte, potenzialità e prospettive
Qual è il futuro della comunicazione accademica? Perché i finanziatori della ricerca (regionali, nazionali, europei) stanno sempre più imponendo clausole Open Access? Che cosa ha già fatto la CRUI in merito all’Open Access? Cosa pensano gli stakeholders territoriali (aziende e non solo) della prospettiva che gli atenei inizino a mettere online sezioni sempre più ampie della loro produzione scientifica? Che cosa è opportuno fare? Con quali tempi, con quali risorse, con quali interlocutori?
Open Access significa libero accesso alla conoscenza scientifica.
In attesa di una riorganizzazione strutturale del modo in cui, alla luce della rivoluzione Internet, la Repubblica della scienza comunica al suo interno e con la società, l’attenzione di buona parte del mondo della ricerca a livello mondiale è su un obiettivo raggiungibile in tempi brevi: rendere disponibili online gratuitamente i risultati della ricerca scientifica.
Lo chiedono i ricercatori stessi, consci dei costi sempre più insostenibili degli abbonamenti alle riviste scientifiche. Lo chiedono i finanziatori della ricerca, che vogliono vedere un maggior impatto delle ricerche da loro sostenute. Lo chiedono aziende e autodidatti, che vogliono un accesso migliore al mondo della ricerca accademica.
